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play_arrow Il jazz raccontato da Francesco Cataldo Verrina: un viaggio tra Miles Davis e John Coltrane. Radiostudiomompracem

play_arrow Il mondo Jimmy Fontana
play_arrow 4 Marzo 1943 Lucio Dalla
3
play_arrowLucio Battisti
play_arrow So Lonely The Police
5
play_arrowNeil Young & Crazy Horse
play_arrow Sailing (2008 Remaster) Rod Stewart
play_arrow Grace Jeff Buckley
play_arrow Rivers of BaBylon Boney M.
play_arrow Supper's Ready (2007 Stereo Mix) Genesis
10
play_arrowTheodorakis
11
play_arrowDemetrio Statos
Oggi su radiostudiomompracem mettiamo in fila una selezione che sa cambiare atmosfera con una naturalezza pazzesca. Si parte dalla canzone italiana d’autore, si attraversano il rock più nervoso e quello più introspettivo, fino ad arrivare a brani che aprono veri e propri paesaggi sonori. È una playlist che non si limita a “riempire” l’ascolto: lo accompagna, lo accende, lo fa respirare.
Il punto di partenza perfetto è “Il mondo” di Jimmy Fontana. Qui c’è tutta la forza di una melodia immediata, pulita, che resta in testa senza sforzo. È un brano ideale per una fascia daytime: trasmette familiarità, eleganza e quel senso di apertura che funziona benissimo quando in radio si vuole creare continuità emotiva. Accanto a lui, l’ascolto può spostarsi con naturalezza verso “4 Marzo 1943” di Lucio Dalla, dove il racconto diventa più intimo e il suono più cinematografico. E con “Le cose che pensano” di Lucio Battisti si entra in una dimensione più sospesa, quasi contemplativa, perfetta per chi ama i dettagli e le sfumature.
La seconda parte della selezione cambia marcia. “So Lonely” dei The Police porta il ritmo avanti con quella tensione brillante che solo certe band sanno costruire: nervo, spinta e un impianto immediatamente riconoscibile. È il brano giusto per alzare il volume e dare movimento a un pomeriggio che ha bisogno di energia. Subito dopo, Neil Young & Crazy Horse con “My my Hei Hei” aggiungono ruvidità e istinto, mentre “Sailing” di Rod Stewart apre una parentesi più ampia e ariosa, fatta per chi ama il rock melodico con respiro epico e un tocco di malinconia.
Il cuore più emotivo arriva con “Grace” di Jeff Buckley: un brano che invita ad abbassare la voce, ad ascoltare con attenzione, a lasciarsi prendere dalla delicatezza del fraseggio e dalla profondità dell’arrangiamento. È una di quelle canzoni che funzionano benissimo in un momento di transizione, quando la radio vuole sorprendere senza cambiare identità. In parallelo, “Rivers of Babylon” dei Boney M. porta invece colore, coralità e una sensazione immediata di movimento: un classico da playlist trasversale, capace di alleggerire l’atmosfera con stile.
Per chi ama i territori più ambiziosi, “Supper’s Ready” dei Genesis è un vero viaggio: lunga, articolata, piena di svolte. È il tipo di ascolto che premia chi cerca la dimensione progressive, con cambi di scena e una narrazione musicale che non lascia mai fermo l’ascoltatore. Chiude idealmente il cerchio “Un fiume amaro” di Theodorakis, che aggiunge profondità e una tinta mediterranea intensa, quasi meditativa.
In sintesi, questa è una playlist che funziona benissimo in radio quando si vuole passare dal ricordo all’energia, dalla canzone d’autore al grande respiro internazionale. Su radiostudiomompracem la suggeriamo per un ascolto senza fretta, ma sempre in movimento: perfetta per chi ama le emozioni chiare, le svolte eleganti e i brani che sanno restare.
